mercoledì 31 luglio 2019

Esplodere...

...ed affondare ogni frammento del sé di quel periodo in ciascun personaggio dell'opera cui si sta lavorando - cercando di mantenere una certa coerenza della marionetta durante il periodo lungo (si spera) dell'elaborazione, mentre la si spetra in parte ponendola a rilievo rispetto allo sfondo -: è confortante che qualcuno abbia trovato ed espresso quest'angolo visuale sulla creazione del "testo" a più voci, come un elideista. Già fu esplicitato stupore nei confronti della perplessità da taluni manifestata verso un romanzo in cui il movimento narrativo fosse rappresentato attraverso la visione e spiegazione fornita da più attori. Non è tanto per affermare la dignità di ciascuno d'essi in letteratura nel momento stesso in cui compare in scena, senza essere relegato al ruolo di espediente della favola; o per mettere alla berlina la pigrizia anche del più "armato" lettore: quanto per affermare il diritto dello scrittore a mostrare la capacità "omerica", od ariostana di reggere un grand mecanisme ed uscire dalle sclerotizzazioni dell'opinione comune la quale, per esempio, come opera scritta presuppone un romanzo; poi lo sottintende in prosa; poi lo suppone scritto nella lingua della maggioranza degli abitanti il paese (pensiamo per esempio a Le livre du Chevalier errant, che è solo uno dei casi presentabili di opposizione alla "consequenzialità naturale", quando non ci spingiamo fino alla letteratura in franco - veneto ovvero in esperanto); ed infine con due soli punti di vista: quello dell'unico protagonista (che in realtà è solo il primo agente, colui che più sta in palco), e quello dell'autore, dicente spesso la sua, indicante la morale dell'episodio appena concluso o (più spiazzante per alcuni poco ferrati) che sta per iniziare. In fondo siamo postromantici, e perciò ribelli iconoclasti, dunque ciò dovrebbe piacervi. Ah no, fu già notato come nel postromanticismo odierno la tempesta che spezza gli alberi nel mentre s'avverte il trono e l'impeto abbattente ogni barricata e muraglia, superante ogni più ampia trincera si siano l'una e l'altro spenti: e poi Pavel trovava noioso ogni dialogo "troppo" lungo (Thomas Mann, par exemple), ogni descrizione troppo ampia, anche lui mal interpretando Orazio. comunque polemos, la philia delle cose ed il loro opporsi, non furono inventati dal pur grande Balzac. Si può collegare quanto precede ad "Undici" e "Parli coraggiosamente di sé".

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