mercoledì 21 agosto 2019

La prima idea d'attacco...

...è stata: "Imperfetto e...", completato (se si può dire) da: "...tutta la gamma dei tempi storici". Voleva essere la manifestazione di perplessità circa un romanzo che, usando i tempi accennati, si presentasse formalmente come su due piani: quello della vicenda narrata, irrimediabilmente già conclusa quando lo scrittore ne stende la relazione; e quella del narratore / autore (almeno, è tale il caso più frequente), egli sì immerso nello "stesso" tempo di chi legge. Difficilmente il coinvolgimento di quest'ultimo è favorito da una simile pratica. Il presente storico già di suo funziona negli squarci d'utilizzo di taluni generi; ma l'oblio del presente nel romanzo (che sia in prosa od in versi; epistolare o meno - e la lettera inserita? Servirà giustappunto a variare i tempi? -) non aiuta, quando totale, l'energia del racconto, l'efficacia della rappresentazione: il che può andar bene, se tale distanziamento tra lettore e testo è cercato.

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