giovedì 5 settembre 2019

Ma, dato che...

...l'analisi è propriamente - o dovrebbe essere, in uno studioso fortissimamente applicato - lo 'scioglimento' dell'opera, entrare fin nelle sue più piccole parti per poi tornare all'intero (questo potrebbe ritenersi uno di quei casi in cui teoricamente sarebbe ammissibile che la sintesi critica dell'opera analizzata sia infine di nuovo la tesi; ma posto che il lavorio sul "testo" dell'opera dovrebbe approdare a mettere in evidenza pure aspetti di essa che o l'autore non ha esposto, che non ha spiegato coscientemente ed esplicitamente; o che non ha còlto: ne deriva che l'opera ricomposta, quand'anche fosse testualmente identica, non lo sarebbe come risultato ermeneutico); e che "critica" è il giudizio nascente dall'analisi: quest'ultima ed il giudizio non possono astenersi dal temporaneamente (per un tempo o meglio periodo anche lungo, data la molteplicità di livelli) separare la forma dal contenuto. Il problema è la riunificazione delle prima coi secondi in conclusione, compatibilmente colle risorse a disposizione.

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