sabato 7 settembre 2019

Traduzione...

...di un passo fondativo. Ossia come Marx spiega in breve la natura (ideale) della dialettica hegeliana nella sua visione all'interno della Misere de la philosophie. Leggiamo pagina 103: "Ce qui constitue le mouvement | dialectique, c'est la coexistence de deux cotés contradic|toires, leur lutte et leur fusion en une catégorie nouvelle". Letto in italiano: "Ciò che costituisce il movimento | dialettico, è la coesistenza di due lati contraddittorii, la loro lotta e la loro fusione in una nuova categoria". Descrizione perfetta della forma ideale della dialettica idealistica, o quasi: peccato che né Marx nel suo supposto rovesciamento materialistico della dialettica più compiuta, cioè quella dell'uomo di Stoccarda; né Hegel stesso, ogni volta presentino nelle loro opere una sintesi effettiva dei due lati opposti della tesi e dell'antitesi. Di certo è toccato rilevare talune volte che la sintesi non era altro che una nuova posizione della tesi. Senza contare che entrambi fermano il movimento teoricamente inarrestabile in un sistema perfetto (d'altra parte, diversamente non sarebbe un "sistema"): col che è minata fino al crollo dell'intera sovrastruttura la condizione stessa della nuova dialettica, cioè il vero "ritrovato" di quel pensiero a partire dal primo Fichte come cosiddetto perfezionatore di Kant fino alle propaggini attuali di Pareyson e Carlo Arata (per limitarsi all'Italia).

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