giovedì 24 ottobre 2019

De mundo.

Di fronte ad un discorso frequente e, alcuni sospetterebbero, moralistico dunque egoista - di certo non qui e non ora -, sulla decadenza e bruttezza del mondo, ecco una possibile discussione, per cui si può (o si dovrebbe?) cominciare facendo una riflessione di sullo stile di quella che segue: è molto più frequente trovare, in ogni epoca che abbia conosciuto la scrittura, opere che descrivono il proprio tempo come brutto e cadente, piuttosto che opere le quali lo esaltino; si trovano persino opere integralmente ambientate nel passato, un passato popolato di virtuosi (per cominciare, nel senso maschile di "strenui in combattimento"), generosi e giusti. Opere come queste ultime, escludendo del tutto dalla propria rappresentazione il presente, fanno intuire alcune linee di una valutazione totalmente negativa di esso. Opere più vicine a noi e che una valutazione "alta" della cultura non si danno ad analizzare tuttavia, presumibilmente addobbando nella notazione, espressa per lo più all'interno di una scena "apocalittica", il quasi irrefrenabile istinto alla sopravvivenza, presentano personaggi che protestano l'ingiustizia di sopprimere, nella punizione del male quasi totale, anche quel "buono che, per quanto poco, ancora c'è". Dunque, posto che pare per la prima volta sia seriamente in pericolo la stessa biosfera, dobbiamo dire che siamo in "mondo brutto e cadente", o piuttosto in uno nel quale gli elementi brutti e decadenti - secondo la nostra cultura - prevalgono su quelli positivi che dovremmo circoscrivere, alimentare, accrescere e rilevare? Il rimpianto dei bei tempi ed ottimi costumi passati fa parte del ciclo stesso del tempo umano e, per esempio, si potrebbe vedere già nell'Iliade un capolavoro di planctus sui tempi della vera virtù andata irrimediabilmente perduta. Ancor prima del banale riferimento all'Orlando furioso, in cui c'è più di un caso che potrebbe essere visto, tra gli interventi da fuori scena dell'autore, come lamento, comico sì, ma pur sempre lamento, sulla minore tempra "morale" del presente rispetto al passato, un "fustigar ridendo" potrebbe essere già quello dell'Inamoramento de Orlando, prima della resa boiardesca di fronte alla calata di Carlo VIII in Italia.

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