giovedì 31 ottobre 2019

Pensieri a margine...

...dell'opposizione micheletiana tra "opera d'arte" ed "animale". Nel balletto l'opera d'arte è espressa attraverso la materialità del corpo umano, al limite contestando lo "statuto" di 'arte del movimento'. Nella musica strumentale, l'opera "passa per" gli strumenti (ma consideriamo la fissazione materiale nella partitura e negli spartiti). Nel balletto per esempio si incontrano il "prodotto artistico" e "l'organismo animale" (posto che l'uomo non è 'bestia', epperò 'animale' sia aristotelicamente che porfirianamente ed elideisticamente parlando): il balletto per lo spettatore è un'opera d'arte che scivola nel niente; così la musica nella "pura" esecuzione. Ma il presupposto di entrambe le arti, il mezzo / i mezzi, è oppure sono materiali: una materiale animato (non retoricamente) ed una materiale animistico (gli strumenti musicali, che possono essere visti quali animanti qualcosa; od ai quali la fantasia può conferire un'anima che non coincide coll'essere eventualmente stati un essere vivente). Nelle altre arti "principali", ossia la letteratura scritta, la pittura, la scultura e l'architettura, c'è un supporto materiale diretto che, almeno per l'empirismo meno idealistico, "rimane" anche quando volgiamo lo sguardo in un'altra direzione, non scompare e riappare come in Hegel. Anche nella nostra cultura virtuale, i prodotti del cervello come questo, che può essere valutato in modi diversi, sono pur sempre, benché dati binari, registrati su di un server.

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