sabato 30 novembre 2019

Giustificazione (?)...

...dell'insistere sul mondo: esserci; ossia: "vi sono stato messo, ma non l'ho voluto; dunque non si può dire che la colpa di stare al mondo è mia, che la conosco, che va punita, e che meglio sarebbe se la punissi in me io stesso". Giustificazione dell'opposto, ossia del suicidio: "poiché la Gloria alla lunga svanisce; poiché le opere scompaiono; e poiché comunque moriremo: non pare molto importante morire prima o dopo". Senonché, come spiegato già qui, è tutt'altro che facile e vigliacco abbandonare la vita certa - o così sembra - per...hanno la censura semplice, ossia senza pieghe, certuni, ma sarebbe interessante vedere quanto facile sarebbe loro tale "vigliaccheria".

Se uno "stato"...

...non ha quasi nient'altro da fare che conservare al meglio il propria patrimonio monumentale (ossia 'che fa pensare', dunque non solo architetture; d'altronde: "Exegi monumentum aere perennius", cioè 'ho concluso [ex-, oltre che il perfetto -egi, da "ago"] un'opera (a futura memoria) più duratura del bronzo') e diffonderne una descrizione attraente, ci si potrebbe chiedere come possa arrivare dopo uno stato più grande con una struttura produttiva più ramificata. La risposta potrebbe essere che in rapporto alle entrate finanziarie libere dal sostentamento diretto della piramide burocratica volta comunque a diverse funzioni tra l'altro considerate parte del suo scopo primario ed universale, tale patrimonio è talmente estesa rete pur in spazio ristretto, e tanto fisicamente suddiviso, che persino un "rivale" il quale alla medesima opera dedica un'attenzione talmente bassa da avvicinarsi al nulla pratico, riesce ad arrivare prima.

venerdì 29 novembre 2019

Allora: la...

...realtà è una "cosa" (sognata?); la storia rischia di essere già un'altra (si veda il discorso sul primario significato di historìa in greco); il racconto un ibrido terzo. Si tenga conto della frequente distinzione inglese tra history e story.

giovedì 28 novembre 2019

L'essere umano...

...come tendenza fortissimamente maggioritaria, prende a noia gli oggetti (in senso tecnico assecondando il "senso comune") dopo un breve lasso di tempo. Altrimenti per la socialità si veda il quaderno (165) 168 degli appunti ai Grundisse marxiani, MEGA II/1.1, pagina 95, 22 - 6.

mercoledì 27 novembre 2019

Un rimboschimento...II

In estrema sintesi: un'adeguata copertura boschiva del territorio (per quantità e qualità: ad esempio una coerente distribuzione altimetrica delle specie) rende validamente progressivo il ciclo dell'acqua con tutti gli annessi. Oggi sembrerebbe molto prossimo alla certezza che i boschi in Italia e non solo siano insufficienti da ogni punto di vista. L'albero drena l'acqua in eccesso da precipitazioni mantenendo più compatto il terreno e frenandolo colle radici, dunque contenendo le frane. L'acqua assorbita, utilizzata ed espulsa in forma gassosa modera la temperatura e riduce le cosiddette "bombe d'acqua" nonché la frequenza delle piene fluviali. Etc.

martedì 26 novembre 2019

Se proprio volete...

...qualcosa di rotto, l'elideismo suggerirebbe qualcosa di umano, e suggerirebbe s'ottenesse (per citare qualcuno) "al modo di Catullo", per esempio - con reciproco consentimento - Carme XI, verso 20.

lunedì 25 novembre 2019

I beni...

...ed il denaro (inteso quest'ultimo secondo la più precisa definizione marxiana, non quella coincidente colla maggiormente diffusa) paiono nel mondo attuale davvero infiniti - sia in qualità che in quantità: soprattutto quest'ultima in costante espansione -: è però l'accesso ad entrambi da parte degli umani che è ristretto ed inoltre in via di restringimento.

sabato 23 novembre 2019

Trattare con cura estrema...

...la citazione seguente: "Est aliquid magis sacrosanctum et inviolabile in ratione boni quam in ratione veri; quae cum pariter conciliari non possunt, cedit posterius priori". Ciò poiché, identificando alcune dottrine il buono con il vero e viceversa, il "sacrosanctum et inviolabile", quando qualcuno è convinto di tenere in catene il bene fa sì che per compierlo si possa operare molte cose che lingua umana spesso preferisce non esprimere.

Cercare di...

...divenire il meno possibile un problema per gli altri, poiché anche se possiamo credere di essere la soluzione di tutto per loro, ci sbagliamo. Per qualcosa forse; ma non per tutte le loro difficoltà, che anzi talvolta aumentiamo colle nostre buone intenzioni manifestantesi in nocevoli azioni.

Indicare Robert Filmer...

...tra le letture da compiere, per l'elideismo si può dire sia caratterizzante, proprio perché al di fuori della Gran Bretagna, al più del "mondo" anglosassone (che l'insieme di stati con lingua ufficiale - esclusiva od in "coabitazione" - l'inglese possa essere visto come un ordine, come un "gruppo coordinato per il raggiungimento di uno scopo comune", è tutto da dimostrare) quasi nessuno sa chi sia, e dunque egli è parte di quella schiera di "minori" che sono le fondamenta dei "grandi". Sottintendendo che tali minori sono minori oggi: eventualmente grandi in passato ed in futuro.

giovedì 21 novembre 2019

Può parere...

...una affermazione lapalissiana; ma di fronte a certe domande, come pure capitò di dire in precedenza, si ripete: praticamente nessun teorico capitalista successivo a Marx, anche tra quelli che ne sanno qualcosa solo attraverso la letteratura secondaria, si spiega senza di lui; come d'altra parte Marx non è comprensibile senza i teorici socialisti e capitalisti che l'hanno preceduto, risalendo instancabilmente le correnti che si mescolano.

mercoledì 20 novembre 2019

Molte cose...

...anche se certo non tutte, possono essere riportate al loro stato pristino, "sol che si voglia".

martedì 19 novembre 2019

La fenomenologia...

...concreta di certi "sentimenti" come lineare collezione (col che non s'intende il termine pulciano per "colazione", usato ad esempio in Morgante I xxviii, 2: "ed ordinar per sé da collezione") è nettamente rifiutata da alcuni. A qualunque costo.

lunedì 18 novembre 2019

Nonostante...

...l'esposizione di John Stuart Mill nei Principles of political oeconomy, la "società" non pensa; meditano solamente gli esseri umani che ne fanno parte, ciascuno avendo rielaborato quanto culturalmente raccolto nel corso della sua vita fino a quel punto singolo di tempo.

sabato 16 novembre 2019

Poiché è inevitabile...

...che nei suoi primi anni di vita l'individuo sia prevalentemente passivo nei confronti degli stimoli esterni, e che questo periodo di passività continui, in misura idealmente calante nel trascorrere del tempo, per anni, possiamo da ciò dedurre che la chiusura non solo del musicista ma dello scrittore eccetera "maturo" è una chiusura in cui, "conoscendo sé stesso", il creatore continua in parte ad elaborare in modo non conscio qualcosa che non è originariamente ed assolutamente suo; è invece sua ed impossibilmente tutta di un altro la rielaborazione di quanto ha subito e di quanto ha volontariamente assunto: nonostante Schopenauer, Wagner, e nonostante Friedrich Wilhelm Nietzsche.

venerdì 15 novembre 2019

Per Schwegler...

...la pietra organizzata architettonicamente non può rappresentare la vita dell'anima. Può imporre questo solo separando la scultura del bassorilievo, altorilievo, statua che ornano le pareti etc. come un'espressione artistica giustapposta, e non come parte di un complesso artistico; perché se considerasse la scultura e la pittura etc. ancilla architecturae, o perlomeno quali parti integrate in un discorso più ampio che l'edificio contiene e distende, allora dovrebbe valutare le espressioni delle statue e dei personaggi dipinti etc. manifestazioni "della vita dell'anima" etc.

mercoledì 13 novembre 2019

Robert Filmer sul...

..."Quarto potere", ossia l'equivalenza tra la chiesa e la stampa. The anarchy of a Limited Or Mixed Monarchy, pagina 1, righe 4 - 7: "...it is no | mervail since all the disputes and arguments of | these distracted times both from the pulpit and | the presse do tend and end in this conclusion".

martedì 12 novembre 2019

D'altronde a...

...volte sembra che taluni ritengano un corretto modo di definire il depresso questo: "colui che non si considera sempre il più bello, il più forte, il più intelligente essere del mondo".

lunedì 11 novembre 2019

Sapere...

...di non sapere non è necessariamente dichiarare di non sapere alcunché, ma "semplicemente" ammettere di non sapere tutto; anche, elideisticamente, rinunciare alla presunzione che quell'unica disciplina la quale abbiamo accuratamente studiato ma comunque non conosciamo totalmente o che comunque, data la nostra limitatezza, non ci trasforma in un infallibile risponditore automatico su qualsiasi dettaglio di essa in qualunque momento, sia non solo la chiave per aprire l'accesso ad ogni angolo di quella specifica disciplina, ma tantomeno l'attrezzo che permetterà di sciogliere anche il nodo più complicato. Da questa fine potrà partire un nuovo inizio, cioè lo studio perenne in ogni direzione per giungere a sapere quanto più ci è possibile, sapendo tuttavia di non sapere (ogni cosa in ogni più minuto dettaglio).

Una certa idea...

...di "intellettuale", dietro alla semplice richiesta che l'intellettuale stesso "a domanda, risponda", genera in verità, verumtamen, il sospetto che l'acredine di chi lo intende come necessariamente a disposizione degli altri a qualsiasi ora del giorno e della notte, sia tesa a dimostrare che: a) egli non sia chi "dice" di essere (per averlo affermato, o per "quel che si ricava dal suo atteggiamento" - altri direbbero, spregiativamente, "posa" -); b) ciò derivando dal fatto che l'intellettuale non ha emesso la risposta che il domandante si attendeva. Ma l'intellettuale, dovrebbe esser ovvio, non è un "risponditore automatico" a qualsiasi domanda.

sabato 9 novembre 2019

Per non essere...

...banale, quando gli altri danno presumibilmente per scontato che tu non morirai mai in una data "perfetta", perché tu ti sei sempre rifiutato di essere ovvio, allora con uno sberleffo tu morirai proprio in quella data che tutti credono impossibile. Ricordo di uno studente grato.

"Regnum, o...

...nobilis Filmer, solum principatus absolutus non est. Ergo male Lucanus legistis. Vide rego, regis, rexi, rectum, regĕre. English = to guide, conduct, direct, govern, rule; español = regentar. Català: regir.

Significato...

...è definizione; in altri termini 'verità assegnata dall'uomo'. Il maggior numero di queste l'uomo apprende nel corso della vita e non fa oggetto di ricerca personale. Alcune verità sono alquanto ristrette, ossia sono ritenute tali da pochi quando non da un solo individuo.

venerdì 8 novembre 2019

La libertà...

...di obbligare gli altri a pensare quello che voglio io ed a fare solo ed esclusivamente quello che voglio io; la libertà di eliminare fisicamente chi credo pensi e / o si comporti in modo che io ritengo sbagliato; la libertà di sostenere in pubblico tesi del genere: questa forse è un'idea di libertà democratica inaccettabile in uno Stato democratico, e dunque perseguita dalla legge nonché dal suo braccio real - coercitivo. Se dunque l'ultimo fenomeno già è nella pratica tollerato...

giovedì 7 novembre 2019

Come scrisse...

...il gran Giacomo, adattato a differente contesto: "il guardo esclude". L'eventuale bipede antropomorfo che tuttavia la cultura di un altro inamovibilmente non ritiene uomo. Ricordo pure, in tema, Linneo: ossia, "l’evidenza" può risultare celata da solidi fumi, nella Storia.

mercoledì 6 novembre 2019

In...

...L'Iliade, poema della forza, c'è presumibilmente un equivoco di Simone Weil: il greco, onorando il nemico, è probabile non lo riconosca uguale a sé, ma lo assimili a sé.

martedì 5 novembre 2019

Dunque è...

...probabile che bisognerebbe recuperare, per distinguere l'uomo dalle altre bestie più strettamente ma impropriamente, in modo integrale la definizione aristotelica: "l'uomo è un animale politico", cioè urbano - già i sumeri scrivevano "vivere all'ombra delle mura": secondo la spiegazione ritenuta più attendibile dal Dictionnaire Etymologique de la Langue Grecque, "polis" identificherebbe inizialmente la 'porta (delle mura)'-. Se più semplicemente si traduce 'essere / animale sociale', e si esplica: "in genere vive in un contesto familiare e sociale", pure molti mammiferi e specie i primati 'vivono in un contesto familiare' e talvolta clanico o più esteso, perciò solo pregiudizialmente si può applicare la definizione in esclusiva all'uomo.

lunedì 4 novembre 2019

Della "prima società".

S'anco tutto procedesse ottimamente, nel più dei casi infine uno tra i due si troverebbe costretto ad abbandonare immerso nella palude del tenace dolore il superstite.