martedì 31 dicembre 2019

Non tutti...

...gli "stati in cui un individuo fa parte di un'unione od aggregazione di esseri umani in vista di uno scopo o scopi comuni" è società. La maggior parte di esse è invece un dominio, manifestazione assai più simile a quelle assai diffuse tra le bestie, anche se "giustificata razionalmente".

La libertà per...

...alcuni è compresa tra i due estremi: "devi solo obbedienza" e "ogni oggetto del mondo non è altro che un mio giocattolo". S'intenda "oggetto" nel senso lato che comprende anche gli esseri umani, poiché il potere dominico che più dispensa soddisfazione (o sadisfazione) ad un uomo è quello su altri uomini, crescente la seconda parallelamente all'aumentare numerico dei primi. Molti, troppi guardano al cosmo dall'angolo degli estremi applicati agli altri. Montaigne sulla tortura.

lunedì 30 dicembre 2019

La morale...

...sarebbe dunque secondo taluni un sistema di virtù civili nel quale è inclusa la ritualità cosiddetta religiosa (ricorda la disputa tardoromana sulla sistemazione della statua della Vittoria: il romano ha sempre cercato di evitare di inimicarsi dei "eventuali" per il bene immanente dello stato). Vedi la definizione elideistica, a base etimologica, di "religione". D'altronde, data la variabilità delle morali terrene, una base trascendente è improbabile, a meno di porre una corruzione neoplatonica della Legge nella discesa dal regno del ritorno.

sabato 28 dicembre 2019

Perciò, il problema...

... il problema che abbiamo, insisto, di certo in Italia come costante politico - amministrativa, è che il "bello" viene invece depresso e scacciato, perché spesso non ha un ritorno economico (in realtà, finanziario secondo la originaria definizione di finanza) diretto, nonostante si discorra spesso, per ambiti diversi da quello della cultura in senso (anche troppo) stretto, di "indotto". Se le funzioni di talune istituzioni vengono mantenute, càpita che, improduttive sotto il profilo del bilancio, il loro sussistere venga celato agli occhi di quelli i quali, per mezzo dello "svago culturale" garantiscono, negli spazi "tecnicamente" identici, la continuità di questi atti "accessorii", per non dire superflui. Hobsbawm in Fractured times ebbe un bell'insistere che per certe istituzioni culturali è necessario l'impegno diretto e costante dello Stato. Non promette bene.

"L'immanentismo è...

...la condanna di ogni scienza e di ogni filosofia razionale". Qui, secondo l'idea più banale di "filosofia" e "razionale", i due termini sarebbero pressoché sinonimi (se associamo l'aggettivo al secondo sostantivo, come se il primo lo sottintendesse, possiamo anche intravvedere l'ammissione dell'esistenza di una filosofia irrazionale: il che è ridicolo, poiché anche i filosofi irrazionalisti si esprimono in scritti o discorsi organizzati, quindi in qualche modo razionali. La razionalità non è definita dalla lunghezza del periodo: vedremo più avanti altro) e, contemporaneamente, una analitica sistemica hegelianamente onnicomprensiva: tutto ciò che non si esprime in una prosa sistemica "direttamente" esplicativa (e tra i singoli vi è sempre differenza di competenza linguistica, per cui...) sarebbe afilosofico; mentre la poesia - più precisamente, la sistemazione delle parole nel discorso attraverso le regole di una metrica, la versificazione, secondo il senso maggiormente vulgato ma, per esempio, non quello aristotelistico - può ben essere un metodo parallelo, talvolta precedente a quello prosastico, di esposizione: entrambi hanno reciprocamente vantaggi e svantaggi. Posto che nulla impedisce il prosimetro.

venerdì 27 dicembre 2019

Proprio perché ammiro...

...ad un livello che ben pochi possono rappresentarsi Dante Alighieri da Fiorenza, la cosa va detta: la lingua di Dante non è "la lingua delle cose". Quella di Dante nella Commedia è una lingua che "nomina e rappresenta" cose quasi sempre non evocate e non rappresentate in poesia, e che quasi probabilmente pressoché la totalità di coloro che si ritenevano poeti pensavano non potessero essere non solo circonlocutivamente rappresentate, ma nemmeno nominate (electio verborum, ma non per il suono come nel De vulgari eloquentia, bensì per il contenuto - Trissino venne censurato per l'utilizzo di parole non abbastanza elevate e non abbastanza sonore, nonché per oggetti troppo umili oggetto di descrizione e troppo ampiamente descritti -). In questa prospettiva "l'insistenza" dell'ultimo Pasolini sulla mimesi sessuale e scatologica ha un senso, posto che certo non era considerato (né pare allo stato possa essere considerato) un "minore", e dunque metteva in luce questa possibilità artistica.

martedì 24 dicembre 2019

Chi si avvia...

...lungo un percorso che crede inesplorato. Specie in quest'epoca postromantica molte vie sono credute inesplorate perché è più facile non affaticarsi a cercare se qualcuno ha già calcato quel sentiero, che rischiare di scoprire d'essere il cinquantaduesimo. Aggiungete, come qui si ripete abbastanza spesso, che almeno su certi temi "semplici", sostenere di essere il primo a porre od ad aver risolto in un certo modo una questione è un azzardo, poiché la maggior parte delle creazioni umane presumibilmente è, sotto il profilo della concretezza "genealogica" individuale, andata perduta.

Se per Elias...

...Canetti "Nessun sogno è mai stato così insensato come la sua spiegazione", e dunque parrebbe che i tentativi di "moderna" spiegazione cosiddetta scientifica perdano senso, è pur vero che ciò può apparire credibile nella misura in cui la spiegazione cerca di dare un senso a ciò che, essendo "l'emersione delle affezioni represse generate da quanto patito durante la veglia", non dovrebbe averlo; ma questo solo dopo certe spiegazioni. Prima erano un messaggio dei morti / degli dei ai vivi, quindi era necessaria l'onirocritica per capire cosa essi volessero dirci.

Come può essere...

...nuovo nel cosiddetto Occidente un metodo di critica letteraria che per studiare le opere include anche la filosofia e la teologia? Almeno sino alla conclusione del medioevo, la teologia era come Platone, cioè era ovunque, anche quando non veniva esposta esplicitamente. "L'intellettualismo" dello Stil Novo era esplicito, ed al vertice degli studi universitari si trovavano i due diritti, di cui uno era quello canonico, cioè relativo alla Chiesa; nonché la teologia. I chierici erano detti tali anche poiché la maggior parte di essi, che studiavano all'università, avrebbero abbracciato lo stato religioso, altrimenti detto clericale.

lunedì 23 dicembre 2019

Il tipico moto...

..."discorsivo" di una Maggioranza tradizionale (e le maggioranze formano rapidamente tradizioni) verso chi fa parte della percentuale minore è: "Come mai tu non sei come noi?" Secondo il principio del gregge: se siamo così tanti, avremo pur ragione. L'importante è che dall'altra parte non si risponda: "perché sono meglio di voi", in quanto pressoché nella totalità dei casi non è vero. E comunque si veda Minoranze, I e II.

sabato 21 dicembre 2019

La "integrazione"...

...dello stato borghese moderno sarebbe una bella cosa a due condizioni: a) che il sorveniente non desse tutto come dovutogli gratuitement; b) se lo scopo dello "Stato" stesso non fosse probabilmente quello che Marx descrisse così bene seppur brevemente in "La questione ebraica" (traggo dagli appunti ai Lineamenti di critica dell'economia politica il testo tedesco di MEW 1, 355: "Der politische Staat verhält sich ebenso spiritualistisch zur bürgerlichen Gesellschaft wie der Himmel zur Erde”; e 543: "ist ihrem Wesen nach die Entleerung des Menschen und der Natur von allem Gehalt, die Übertragung dieses Gehalts an das Phantom eines jenseitigen Gottes". Certo: "ultraterreno" per lo Stato è a rigore inesatto, essendo indubbiamente terreno; ma se la Storia è la manifestazione di Dio sulla terra, ed il vertice della manifestazione terrena è lo Stato (ogni singolo Stato: si veda il discorso sull'hegelismo come adattabile ad ogni nazionalismo, il "gioco" Eticità - Moralità etc.), la trascendenza e supremazia dello Stato sul cittadino, poiché ogni filosofia e disciplina umana riguarda l'uomo, quando si tirano le somme, implica che ogni ultraumanità è un un'ultraterrestrità terrena dello Stato, o quantomeno che (si potrebbe dire "cattolicamente") lo Stato infine è il "rappresentante di Dio sulla Terra". Ora, sempre per Marx, nello Stato borghese viene portato avanti un processo per cui si instaura: "die Differenz zwischen dem Kaufmann und dem Staatsbürger, zwischen dem Taglöhner und dem Staatsbürger, zwischen dem Grundbesitzer und dem Staatsbürger, zwischen dem lebendigen Individuum und dem Staatsbürger" (Zur Judenfrage). Quel che conta non è essere individuo vivente né "persona politica" - Staatsbürger andrebbe inteso come una figura all'inizio politicamente "piena" che, sovrapposta all'essere mercante, salariato, proprietario terriero, viene svuotata di ogni qualificazione non legata al produrre come qualificazione che conferisce valore, dignità all'individuo, e trasferisce ogni valore di esso all'essere "mercificatore". Il sospetto che che nasce è dunque che l'integrazione sia voluta per un sentimento di umanità bensì, ipocritamente, perché la pace che ne deriva favorisce la produttività di quest'essere vuoto (secondo la breve definizione ripetuta negli appunti ai Lineamenti di critica dell'economia politica, "macchina psichica") a tutto vantaggio dell'universale etico reale che è lo Stato e specialmente i suoi vertici (la "società" si esprime concretamente in una gerarchia di comando e ricchezza, ampliata e concentrata attraverso la moltiplicazione dei mezzi di gestione dei beni di base. Dunque anche alla "integrazione" sarebbe necessario mutare le basi.

Yeah, the classic...

...storm. Poems, novels etc. Travels into several remote nations of the world: In four parts, part III, page 4: "We had not sailed above three days, | when a great storm arising, we were | driven five days to the North - North - East, and then to the East". Ossia il vento non spirava nella direzione desiderata, e conduce ai pirati. Perfetto per ricavare uno schema. "Variante" acuta che le navi pirata inseguenti siano due.

venerdì 20 dicembre 2019

Tra l'altro...

...μετά φύσεως può essere letto a favore dell'immanenza divina: 'Con la natura'.

giovedì 19 dicembre 2019

"Cercò...

...cercò, ed alla fine trovò: quello che non avrebbe voluto". Càpita, e bisogna tenerne conto pur cercando.

lunedì 16 dicembre 2019

Tema interessante per l'elideista (Nella concezione II).

Cervantes non ha torto. Traducendo versi da una lingua straniera si perde "troppo". Tuttavia: 1) Ciò vale anche per la prosa; 2) vale anche per le forme antiche di una lingua non "propria" (tanto più, direbbe qualcuno). Ma soprattutto: 3) il principio che "troppo va perduto" vale anche per le forme antiche di versi e della prosa nella propria lingua; 4) e vale pure per la parola versificata nella "nostra" lingua, a noi (relativamente) contemporanea; 5) come vale nella prosa per noi madrelingua cui siamo "contemporanei", poiché le competenze linguistiche ed i sensi conferiti dall'interprete (lettore) alle parole non sono mai totalmente identiche, per migliaia e migliaia di caratteri susseguentisi, a quelli che coscientemente loro l'autore conferì nella composizione. Però, come qui già è stato indicato per la via di "Nella concezione...", se assumiamo l'angolazione di un certo Umanesimo - Rinascimento, tradurre diviene indispensabile, simultaneamente alla lettura dell'opera "in lingua originale" ed in varie edizioni.

sabato 14 dicembre 2019

Non v'è dubbio...

...che una forma d'energia i cui luoghi di produzione artificiale, in caso di danno serio, ucciderebbero con salda certezza ed incrollabile, tramite le radiazioni in primo luogo, milioni di esseri vegetali, bestiali, ed umani; non v'è dubbio che una forma d'energia le cui scorie per una parte rimangono mortalmente radioattive lungo il corso di anni a migliaia; è veramente certo che tale forma di energia meriti appieno l'appellagione in unità sintagmatica di "non inquinante", su ciò tutti concordiamo e ringraziamo della ribadita illuminazione.

venerdì 13 dicembre 2019

Ogni tradizione...

...a pensarvi attorno con attentissima (?) accuratezza, è religione. Instabile, con varie interpretazioni dei "concetti", delle "idee" disposte, col suo ortodosso e colle sue "eresie" - per cui si veda altrove su questo sito -. Ma...

giovedì 12 dicembre 2019

Nella concezione...

...più forte che la cultura umanistico - rinascimentale europea poi estesasi almeno al continente americano, all'Australia ed alla Nuova Zelanda, ha di quella "classica", in quest'ultima tout se tient, et le temps viendra in cui una lettura si collegherà in fine e può darsi in modo non atteso con un'altra diversa apparentemente. Dunque nessun testimone trovato e studiato è inutile per chi l'ha rinvenuto, ricostruito, letto ed utilizzato in proprio, ossia per opere "originali".

mercoledì 11 dicembre 2019

Basta...

...esser disgrati a chi è gradito, e non esser disposti, come da pratica maggioritaria, a piegarsi verso chi anche solo par dimostrare interesse ma cui l'animo (ch'è sede della superbia, dirà qualcuno; tuttavia vedremo poc'oltre) non inchina. Alcune volte il termine "aspro", oppure "agro", è posto in uso per definire un altro umano da chi, pretendendo la propria iniziativa "sociale" inverso altrui accolta, ha dovuto rilevare un rifiuto.

martedì 10 dicembre 2019

Certo, quando...

...un correttore ortografico in linea segna come errato "incominciare", le "competenze in lettura e scrittura" di uno studente italiano sono già poste a camminare sul filo, se quello è abbastanza pollo da credere che il correttore ortografico abbia ragione.

"Aristotele"...

...potrà esser detto noioso; tuttavia indubbiamente non per eccessiva ricorsività del lessico.

lunedì 9 dicembre 2019

Infatti il punto...

...centrale non è dover faticare; una fatica non obbligata dal bisogno di intascare in un modo qualunque un, come si esprimerebbe qualcheduno, "simbolo del valore di scambio" per poter sopravvivere, è il punto che impedirebbe l'alba in un Francesco, od altro nome indifferente, della voglia d'ardere con una lente gigante quel che viene nomato mondo. Un punto focale. E per ciò Karl Marx cercò per mezzo del raziocinare suo proprio di ridurre, riportare la produzione al valore d'uso ed all'autoconsumo, nonché le relazioni umane alla volontarietà di tutte le parti. In questo senso anche la critica condotta da altri al "matrimonio monogamico indissolubile", posta una situazione storica in cui esso è prevalentemente organizzato al di sopra ed oltre l'accordo pieno tra i soggetti del contratto da terzi, ha un valore, come dire? Immediato. Certo, la poligamia non risolve in quest'ultimo caso, poiché il nodo da tagliare è l'indissolubilità, resa inébranlable collo schermo della "Lex diuina": la necessità, come per lo scambio. Infatti non è detto sia stata data una fase della storia umana in cui nelle relazioni tra individui il rapporto di scambio fosse totalmente escluso, se anche nei gruppi bestiali alcuni esemplari danno ora frutti ora oggetti alle femmine od al capobranco in cambio di qualcos'altro. Ma poiché né la sopravvivenza sino a morte per vecchiaia, né la riproduzione di tutti i singoli di una specie sono obbligatorie...

sabato 7 dicembre 2019

Supponiamo pure...

...che tu sia uno studente "d'arte", e che dunque quando dici "storico" si debba sottintendere "dell'arte"; ma "Panofsky, lo storico del Novecento"? E Roberto Longhi? "Lo storico del Novecento?" E Giulio Carlo Argan? "Lo storico del Novecento"? Ed Ernst Gombrich? "Lo storico del Novecento"? E le altre centinaia di storici novecenteschi dell'arti figurative? Industrialità di una supposta "conoscenza", omogeneizzante, anche nel gettare tutto in un frantoio finendo per trarne una "pappa" indistinta (senza pomodoro infatti: Arnaldo?). Dall'altro lato della strada, camminante a caso nei paraggi, potria taluno lasciarsi dal seno sfuggire le seguenti parole: "O Zeus, gran padre degli dei e degli uomini e re, mi tremano i polsi e pure il mio di proporzioni comuni corpo, non tanto al pensiero dei giovani d'oggi, ma che tra questi potrebbe essere quell'umano cui fosse affidata la formazione della mentalità critica (pfff) delle 'future generazioni' ".

Càpita...

...che un determinato gesto fatto contro di noi lo definiamo "ingiustizia"; che, compiuto da noi in danno altrui sia "il giusto esercizio di un diritto" o della "mia illimitabile libertà". A pari teorica pienezza giuridica.

venerdì 6 dicembre 2019

L'alter ego...

...è importantissimo in letteratura. Dato che dietro ogni personaggio c'è comunque l'autore (o gli autori), il "racconto" (esplicitamente) "autobiografico" è pressoché inutile. Indubbiamente poi nessun personaggio è mai totalmente l'autore, un suo replicante integro, e dunque il lettore scorrendo la pagina si confronta via via con una serie di homunculi, rispecchiamenti in qualche parte distorti, come il paesaggio che li circonda, il quale può essere un "mondo", un "libro" simile alla Firenze degli anni Quaranta del ventesimo secolo dopo Cristo ovvero alla Hyboria di Robert Ervin Howard, delle esperienze (tutte le esperienze, non solo quelle dirette) dell'autore.

giovedì 5 dicembre 2019

Ogni "società" concepita...

...fino ad oggi, ogni costruzione "sociale" dell'essere umano - tanto più dell'essere umano: discuteremo forse più in là dell' "essere antropomorfo", dell'anima e della civiltà, della "necessità civilizzatrice della schiavitù per il bene dello schiavo", di Linneo - è un sistema; ma come tale è un insieme strutturato di posizioni assegnate, "organizzazione gerarchica della vita in gruppo nonché della produzione" e dunque pure un meccanismo d'esclusione per ciò al quale non può essere conferito un alloggiamento (od allogamento), che non vi si adatta od al contrario non può da quello essere trasferito altrove "quando necessario".

mercoledì 4 dicembre 2019

Nell'appunto 99...

...del pasoliniano Petrolio si può trovare qualcosa che suoni simile all'impossibile elidere l'esplosione dell'autore di un testo "narrativo", "romanzesco" entro il testo medesimo, come propone l'elideismo; del suo originare schegge le quali conficcano ed incistano in ciascuno dei vari personaggi; anche la sua teoria del personaggio unico scisso in due il quale, quando ricomposto, non può essere identico al personaggio "originale".

martedì 3 dicembre 2019

Al solito...

...un segno (e non solo) complesso ed acribico è censurato dalla nostra brava critica figurativa.

lunedì 2 dicembre 2019

Il cervello...

...è sì un elaboratore molto più potente e flessibile di qualunque elaboratore elettronico (bisogna inoltre ricordare che è costantemente sotto impiegato); ma non è banalmente un elaboratore biologico che ha preceduto gli altri di dieci diecine di migliaia di anni. La sua memoria non è a compartimenti stagni. Non si scrivono ad esempio versi per la propria opera semplicemente traducendo in un volgare neolatino un testo non romanzo coll'inserzione asettica (ossia senza contaminatio) da un testo in prosa dei soli nomi o dell'idea di fondo; d'altro lato, le lingue hanno delle differenze reciproche, per cui non si traduce mai letteralmente.