venerdì 27 dicembre 2019

Proprio perché ammiro...

...ad un livello che ben pochi possono rappresentarsi Dante Alighieri da Fiorenza, la cosa va detta: la lingua di Dante non è "la lingua delle cose". Quella di Dante nella Commedia è una lingua che "nomina e rappresenta" cose quasi sempre non evocate e non rappresentate in poesia, e che quasi probabilmente pressoché la totalità di coloro che si ritenevano poeti pensavano non potessero essere non solo circonlocutivamente rappresentate, ma nemmeno nominate (electio verborum, ma non per il suono come nel De vulgari eloquentia, bensì per il contenuto - Trissino venne censurato per l'utilizzo di parole non abbastanza elevate e non abbastanza sonore, nonché per oggetti troppo umili oggetto di descrizione e troppo ampiamente descritti -). In questa prospettiva "l'insistenza" dell'ultimo Pasolini sulla mimesi sessuale e scatologica ha un senso, posto che certo non era considerato (né pare allo stato possa essere considerato) un "minore", e dunque metteva in luce questa possibilità artistica.

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