venerdì 31 gennaio 2020

"Ur la grande"...

...già prima dei Caldei e Babilonia; forse Hattusa, Ninive, Persepoli (poiché eran popoli guerrieri, e si sa...); di certo Atene (Tebe? Corinto?), Rodi e Pergamo con Alessandria d'Egitto e Cartagine e naturalmente Roma -ae (Romai): in ciascuna tanti scritti e biblioteche presto furono più di quanti un uomo potesse leggere in vita e metà. Eppure decenni hanno a qualcuno detto, hanno urlato, hanno inciso pazientemente il testo, tracciandolo poco alla volta, in platino e titanio: "Tutto serve". E non si tratta che male sia "in sé e per sé" il "saltare di palo in frasca", ma che alla fine di un più breve o men breve percorso, il "cerchio" si chiuda. "Si l'homo non fusse di quelli libri che spessissimo puntano ad approfittarsi di te, non avrebbesi, notato quello sopra, di che respingerlo ed allontanarlo da sé, ed anzi..."

Arte e non arte.

Aristotele distingueva tra competenti ed incompetenti: il che teoricamente già definirebbe una separazione; inoltre, oggi ogni gruppo ha almeno alcuni parametri comuni che non condivide (né vuole condividere) con altri gruppi: se ne sei fuori, mancandoti alcuni requisiti in base ai quali l'opera si rivolge a quella microsocietà, alcuni lati dell'opera ti rimarranno oscuri; terzo: anche in Michelangelo e Raffaello, in Fidia e Goethe c'era solipsismo: stava in quella parte che erra innovativa (res novae) per i tempi e che noi oggi, avendola abitualizzata, non vediamo più sotto la luce "giusta".

giovedì 30 gennaio 2020

"L'omo...

...gli è schiavo della vita e della morte; ma teme assai più la seconda, benché più d'uno l'abbia descritta bella".

mercoledì 29 gennaio 2020

Pare...

...che la massa sia collocata nello spazio. Che sembra sia "più pieno" di quel che appare all'occhio umano. E poiché la mente, come scrisse il fondatore dell'elideismo, è insufficiente al e supera il fenomeno, che sia percepito naturalmente o con artefatti...il tempo nella percezione umana ha almeno un inizio. Il tempo precedente al Big Bang non è misurato perché non è misurabile. Ammesso un tempo negativo secondo alcuni fissato nella massa, l'asse cartesiano dei numeri negativi ha anch'esso una freccia; la "corruzione" potrebbe essere il manifestarsi fenomenico della regressione temporale. Se Dio è precedente alla creazione, allora è temporalmente infinito se al di fuori di essa, poiché non esiste tempo prima del Divenire; anche per quel che riguarda lo spazio, dipende da come è impostata la speculazione. Ma una "semplice" linearità negativa sarebbe una nuova declinazione dell'atteggiamento dicotomico della mente umana; dunque eventualmente altri assi. Tale tendenza a dividere in due deve comunque valutare l'inadeguatezza della mente al fenomeno [trattato anche altrove]; o vediamo il "positivo" come negativo del negativo; o reifichiamo...L'elideismo sta cercando di strutturare in forma aforistico - sillogistica il tema dell'Uno - puro atto inconscio, non reggitore, aprovvidenziale. Quasi epicureismo paradossale eradicatorio. Si tratta unicamente di quasi - risposte, anche quando le sembrano del tutto, perché s'è già scritto che l'elideismo in fondo è un presocratico socratismo essendo che si rifà in parte ai Sofisti (Socrate è chiaramente un sofista, e non potrebbe non esserlo, dato che i primi filosofi greci apertamente umanisti come senza dubbio è Socrate sono i Sofisti). Platone pure è probabilmente un sofista: una via di mezzo tra Gorgia ed Euripide, meno freddo di Gorgia. L'Accademia fu scettica, e la dialettica punto di forza della scuola di Megara, con la quale Aristotele disputò e dalla quale mentre combatteva prese qualcosa. E l'elideismo addita l'irraggiungibile obbiettivo del Panepistomon. Questo Uno (anche Neoplatonismo) è una specie di interpretazione di Aristotele metafisico liberato dalla Scolastica e da quanto la precedette nel cristianesimo oltre a seguirla. Dunque niente provvidenza, ed un autentico Atto Puro, in cui se l'atto è puro, è soltanto Atto, e non Reggenza dell'universo e Provvidenza (che poi è essenzialmente verso l'uomo, cioè sospetto egoismo). La scuola di Megara è una scuola che interpreta Socrate, ricordàtelo.

martedì 28 gennaio 2020

lunedì 27 gennaio 2020

Il sostantivo "ethos"...

...è di uso singolarmente infrequente nelle Etiche di "Aristotele" (e perciò significativo?); ancor meno sono espressi gli aggettivi che vi si collegano; il verbo poi praticamente non si vede.

sabato 25 gennaio 2020

Il vero pericolo...

...comunque non è la "tecnica": essa è soltanto lo strumento da un uomo per sottomettere, porre sotto di sé un altro uomo (quando, meno spesso di quanto si creda, gli faccia la grazia di ammetterlo tale); perché uno costruisca un altro, lo formi ad immagine di ciò che vuole, eventualmente del proprio capriccio (per ciò si usa in modo non infrequente la relazione necessaria lavoro [alienato, totalmente sottratto] - denaro).

Voi probabilmente immaginate...

...che nella cultura elideisticamente mediterranea di un certo lasso di secoli accettare un anello di fidanzamento nella sua funzione originaria era accettare di dare la propria parola, teoricamente significa fare una promessa di matrimonio - il quale a sua volta nel diritto canonico ancora, in quello civile fino a non tanto tempo fa era una legame esclusivo sino alla fine della vita di entrambi -: Dizionario etimologico della lingua italiana volume II, alla voce fidanza, prima attestazione 1898; fiancer francese (1283) a *Fidanciam dal latino *fidare per fidere. Fidanzamento è quell'insieme di atti (nella sua massima manifestazione alcuni li racchiuderebbero sotto il termine "cerimonia") per cui si dà la propria fede - non in senso confessionale, ma "originario", come spiegato anche precedentemente su questo sito altrove - sul fatto che sposerai l'altro individuo, a meno che non muoia prima del rito. Poi altra questione è che la fede sia ritenuta assai più vincolante per la parte femminile, come anche voleva il "buon" Hegel pure farneticando di onore che la donna riceverebbe dalla semplice manifestazione di interesse da parte di un maschio qualsiasi, marxianamente "indifferente".

venerdì 24 gennaio 2020

La definizione...

...frankliniana - che in realtà si trova in James Boswell Life of Samuel Johnson (1791), e non tra le opere pubblicate a proprio nome - circa l'uomo quale "animale facitore di strumenti" non è errata: a condizione che non si ritenga "animale" quale sinonimo di "bestia". Di nuovo, l'uomo è "animale il quale, in più rispetto alle bestie, ha la ragione". Almeno fino alle recenti ricerche sulla "intelligenza animale" - che è appunto quella bestiale - su cui un elideista si è già espresso in Anche gli oranghi tre anni e mezzo fa, e tralasciando la posizione sibiud - montaignana.

giovedì 23 gennaio 2020

Come si fa...

...a divenire il nume tutelare degli artisti pur considerando il loro esercizio la seconda se non prima causa di morte della parte più importante dell'uomo nell'opinione dei secoli successivi, cioè l'anima razionale? Se hai "inventato" quell'amore che appunto i posteri chiameranno platonico ed ad un certo punto l'amore coll'a maiuscola viene considerato l'Ippocrene poetico stesso.

mercoledì 22 gennaio 2020

martedì 21 gennaio 2020

Gramsci Antonio...

...considerato probabilmente uno dei più importanti filosofi europei del XX secolo, pare sia stato un filologo / critico letterario cui in conclusione mancò solo (?) la laurea.

lunedì 20 gennaio 2020

"Mi spiace però...

...dovervi informare, emeriti signori, che porre versi sotto ritratti non è una novità moderna, nè anche solo rimonta al XVIII secolo era volgare, ma almeno alle Imagines od Hebdomades di Marco Terenzio Varrone reatino (da non confondere con il teoricamente meno noto Publio Terenzio Varrone Atacino, ma...). Soppesate la consuetudine per esempio romana delle maschere funerarie, e quanto possa essersi "contaminata" in quell'opera colle Πίνακες callimachee e tutte le figliazioni che ne seguirono nei circa cent'anni successivi ed oltre.

sabato 18 gennaio 2020

Ponendo il...

...limite della ricerca alla superficie (alla greca, secondo il giovane Nietzsche), c'è comunque una differenza (a livello "cosmico", universale, non è data diversità, quasi di sicuro: anche l'opposto è in una relazione inconscia ma più "logica" - tenendo conto che molto del cosiddetto "ordine" è massimamente nel cervello umano e di lì nel mondo - che altro, biunivoca, colla parte mèssale contro) tra autore minore ed autore locale: il primo può anche medesimamente essere riconosciuto come di influenza nazionale o superiore: l'autore locale non può fregiarsi di un tale esplicito riconoscimento. L'ossessione per ciascuno o persino uno solo degli aspetti locali di un autore o di un evento è tra i principali stigmi indicanti il provincialismo della persona ossessionata, o dell'ambiente.

"Felicità...

...di passaggio, od assenza di dolore permanente (inattingibile per la filosofia secondo Montaigne, Essais II xii)? Essendo certo che in nessun caso su questa terra si gode felicità senza soluzione?"

venerdì 17 gennaio 2020

Colpe "più...

...piccole" di una persona (giuridicamente definita) nei miei confronti rispetto a quelle di un'altra non vogliono dire che la seconda è colpevole mentre la prima no.

mercoledì 15 gennaio 2020

A settantacinque anni...

...dalla fine della Seconda Guerra Mondiale c'è ancora gente col braccio teso in avanti, tanto più perché non ha vissuto il periodo, ed altri vogliono fare un bilancio storico "oggettivo" su vent'anni fa. Indubbiamente gli anni '80 - '90 del XX secolo - che la morte durante il periodo di trecentosessantacinque giorni detto anno 2000 di una persona "chiude" in Italia idealmente, ma praticamente terminata come parabola di gestione del potere sette anni prima - in Europa occidentale non tramontarono sui massacri di civili della guerra citata, ma gli strascichi "sentimentali"...

L'umanesimo marxiano...

...acceca il trevirese quando si tratta di valutare il procedere effettivo di taluni fenomeni. Nei Lineamenti fondamentali di critica dell'economia politica scrive ad 804, 13 - 6 (edizione italiana): “con la pura distinzione concettuale tra valore e ricchezza Ricardo non risolve il problema. La ricchezza borghese e il fine di ogni produzione borghese è il valore di scambio [Errato. Il valore di scambio è il fine reale del borghese solo perché è l’unico realizzabile, ossia poiché è impossibile al singolo raggiungere il suo vero obiettivo, obbligato a rimanere ideale, ovvero la proprietà di ogni bene: unicamente per ciò, ossia perché è costretto a scambiare, il suo obiettivo diviene il valore di scambio, e di conseguenza mira ad accrescerne la quantità “generale” e la quota che controlla individualmente, ma che punta a trasformare in ricchezza o, con altre parole, beni nella sua esclusiva disponibilità d’uso. Marx dunque qui si sbaglia], non il godimento”〕[Che invece è proprio l’obiettivo illimitato (ideale) e limitato (reale) del singolo. Il dominus romano aveva arbitrio assoluto sullo schiavo, ma “arbitrio” non va inteso in senso hegeliano, poiché era ius plenum in re - Hausvermögen, vedi (152) 155, e vedi su elideismo.com "Ma la società..." -].

martedì 14 gennaio 2020

Una biblioteca...

...che si trovi nello stesso edificio di una pinacoteca etc. è un accessorio di quest'ultima: nella medesima misura in cui una pinacoteca et cetera et cetera serve unicamente a strumento delucidativo del patrimonio messo a disposizione dalla biblioteca. Creare anche solo in modo tacito e strisciante nella pratica una gerarchia potrebbe essere da taluni considerato in maniera esclusiva definibile come una non meritoria ed anzi spregevole stupidaggine. Quello delle arti pare almeno teoricamente un sistema piatto od a due dimensioni (benché trattarlo consciamente qual tale risulti difficile, specie nella prassi), soprattutto prima di Batteaux e dell'intero discettare tardo - settecentesco, ottocentesco e primo - novecentesco di "estetica" (particolare e non generale).

In territorio...

...argentino fazendas non si ereditano, teoricamente. Forse nella pratica linguistica locale, se i parlanti risiedono molto vicini al confine col Brasile; altrimenti si ereditano haciendas, poiché in Argentina lingua ufficiale è lo spagnolo, e non il portoghese. Le due son lingue iberoromanze; ma non solo il catalano, pur iberoromanzo, non è spagnolo, (o come direbbero alcuni, castigliano), bensì anco il portoghese. In casi particolari gli stati tendono ad affezionarsi a differenze che in altri casi obliano per comodo.

sabato 11 gennaio 2020

Dagli "in margine" agli Essais di Montaigne, II.

"La premiere loy que Dieu donna jamais à l'homme, ce fut une loy de pure obeyssance; ce fut un commandement nude et simple ou l'homme n'eust rien à cognoistre || et à causer, d'autant que l'obeyr est le propre | d'une âme raisonnable, recognoissant un celeste, superieur | et bien - facteur". Note: 'Certo, per quel che riguarda l'uso di "commandement", nonostante la differenza tra italiano e francese, qui lo sfruttamento rientrerà in parte in quella che è certo una tendenza forte della loi religieuse; ma si può sospettare che questa sicurezza derivi: 1) dalla certezza dell'esistenza di un dio; 2) dalla identificazione di ogni legge divina con quella biblica del Tricefalo monoteismo euromediterraneo e colla narrazione della Genesi; però l'esegesi mette in guardia: proprio nel testo della Genesi Dio cammina attraverso il giardino dell'Eden, "come se" avesse i piedi, mentre Maimonide ammonisce che ovviamente Dio non ha i piedi né un trono sulle nuvole, poiché non è antropomorfo. Quanto all'essere celeste, superiore e benefattore, in primo luogo che Dio sia celeste, ossia abbia sede nel cielo, non è necessariamente vero, essendo, ad un livello più profondo, Dio ovunque e da nessuna parte benché metafisico per il monoteismo. Poi il detto popolare italiano: "se ti dico di buttarti nel pozzo, tu lo fai?" Persino nella Bibbia lo sterminio dell'umanità è opera di Dio (inteso opera "correttamente") e non un suicidio di massa - come sembra oggi - su ordine divino. Che poi un essere il quale solo obbedisce e prega e sacrifica si possa davvero definire "razionale"...Indubbiamente un essere che adora emettendo parola. Ma sembrerebbe che "ragione" si possa appunto definire come 'capacità di distinguere ed analizzare', anche 'cavillare' (la più consequenziale traduzione di "causer", usato in mala parte): diversamente taluni potrebbero ritenere che non serva a nulla. Alcuni addirittura se, invece di considerare determinati rapporti culturalmente necessari nell'analisi compiuta "oggettivamente", volessero escludere per tesi dal testo i passi in cui l'uomo a Dio risponde parlando, dunque intendendo e elaborando in ritorno, potrebbero avanzare, per sciogliere le difficoltà sorgenti da una ragione non discriminante ed attiva, bensì recettiva e reattiva, l'ipotesi di un essere umano che non fosse razionale prima del peccato.

Dagli "in margine" agli Essais di Montaigne, I.

Pagina 513: "Il ne faut pas laisser au juge|ment de chacun la cognoissance de son devoir: il le luy faut | prescrire, non pas le laisser choisir à son discours: autre|ment selon la varieté infinie de nos raisons et | opinions, nous nous forgerions en fin des devoirs, qui nous mettroient à nous manger les uns les autres, comme dit Epi|curus". Una volta osservata l'insistenza iniziale sul sintagma negativo con "laisser" (ne faut pas laisser...non pas le laisser choisir...) e sottolineata la corrispondenza raisons e opinions, che vuol essere una identità di significato tra i due termini, cui si connette il sintagma varieté infinie, riporteremo di seguito le note manoscritte. A "mettroient" la traduzione che abbiamo condotto prevede la resa finale con 'tirerebbero': '(noi ci forgeremmo alla fine) doveri che ci tirerebbero a mangiarci gli uni gli altri, come dice Epicuro'. Poi, la nota: "Invero Colote epicureo in Plutarco Moralia 1124d. Le opinioni condivise capita vengono attribuite dai commentatori al maestro e sottratte al discepolo, per la tendenza a considerare soprattutto il primo troppo intelligente, e dunque il secondo troppo poco".

giovedì 9 gennaio 2020

Riuscire...

...a sbagliare dopo anni di consuetudine nella compilazione di un modulo prestampato da certe angolazioni è il segno positivo di un cervello che ancora riesce a non essere bloccato in un piccolo recinto di meccanicità, di espedienti semi (?) - inconsci per far "procedere" la vita quotidiana. In effetti si potrebbe supporre che una tra le lotte costanti dell'elideista sia quella contro la riduzione dell'agire individuale a routine, a compilazione di programma ripetibile e ripetuto. Indubbiamente in questo globo di lotte taluni scontri sono persi.

mercoledì 8 gennaio 2020

La necessità...

...è solo passata e presente. Per quel che riguarda il futuro si può assumere al momento come certo quel: "Tutto ciò che ha un inizio conosce pure una fine" degli antichi.

martedì 7 gennaio 2020

Tentiamo d'esser brevi.

Nell'intento di chi la espone, la grammatica normativa è pensare prima di scrivere (ed in linea teorica, meditare prima di articolare la voce). Le "eccezioni", oltre ad essere un ossequio alla tradizione ossia ai grandi del passato (anche in senso elideistico, ossia coloro che in un periodo precedente furono tenuti per grandi, ma nel presente non più, eppure l'epoca non riesce ad "espellere" poiché radicati nella tradizione), sono altrettanti sentieri lasciati aperti lungo la via principale della regola per sfuggire in modo ammesso all'irrigidimento classicheggiante guardando indietro, e perciò riuscendo ad evitare gli aspetti meno dignitosi del presente. Il caso trissiniano nel giudizio del contemporanei ci dice che l'opinione non ammette però tutto il passato, anche il pubblicamente definito "migliore", come venerando.

sabato 4 gennaio 2020

Commedia (Divina)...

...Inf. V, 121 - 23: "Nessun maggior dolore / che ricordarsi del tempo felice / ne la miseria". Come direbbe qualcuno: "l'espressione 'tempo felice' è rispettiva", alla medesima maniera che "miseria". Feriuntque summos fulmina montes. Posto che le cime variano a seconda dei tempi.

Il bambino...

...parla, ed urla, per esercitare la voce. Non pochi continuano divenuti adulti, come Bacone scriveva per esercitare la mano.

Un po' criptico.

Sonno: spada e fodero; pasto: spada e fodero; studio e (poi) lavoro: spada e fodero. Se poi quel che fai non t’interessa affatto, è irrilevante (aproblematico).

venerdì 3 gennaio 2020

Sinistra e...

...comunismo, checché ne dicano gli statunitensi per sbrigarsi del problema di distinguere, non sono la stessa cosa (è anche vero che trattano - non senza qualche ragione che si potrebbe però linguisticamente contestare - le parole “socialismo” e “comunismo” - quali sinonimi).

giovedì 2 gennaio 2020

Veramente...

...la moderna ostilità verso la Scolastica ha varie prestigiose radici moderne. Una è Descartes, che però è postriformistica e postcontroriformistica; un'altra ben più antica è il padre dell'Umanesimo / Rinascimento: Francesco Petrarca. Ben più antica ed assai più prestigiosa? Non facciamo l'Hesdin alla rovescia, suvvia...Comunque correggiamo le inesatte affermazioni di certe paginette.