sabato 11 gennaio 2020

Dagli "in margine" agli Essais di Montaigne, II.

"La premiere loy que Dieu donna jamais à l'homme, ce fut une loy de pure obeyssance; ce fut un commandement nude et simple ou l'homme n'eust rien à cognoistre || et à causer, d'autant que l'obeyr est le propre | d'une âme raisonnable, recognoissant un celeste, superieur | et bien - facteur". Note: 'Certo, per quel che riguarda l'uso di "commandement", nonostante la differenza tra italiano e francese, qui lo sfruttamento rientrerà in parte in quella che è certo una tendenza forte della loi religieuse; ma si può sospettare che questa sicurezza derivi: 1) dalla certezza dell'esistenza di un dio; 2) dalla identificazione di ogni legge divina con quella biblica del Tricefalo monoteismo euromediterraneo e colla narrazione della Genesi; però l'esegesi mette in guardia: proprio nel testo della Genesi Dio cammina attraverso il giardino dell'Eden, "come se" avesse i piedi, mentre Maimonide ammonisce che ovviamente Dio non ha i piedi né un trono sulle nuvole, poiché non è antropomorfo. Quanto all'essere celeste, superiore e benefattore, in primo luogo che Dio sia celeste, ossia abbia sede nel cielo, non è necessariamente vero, essendo, ad un livello più profondo, Dio ovunque e da nessuna parte benché metafisico per il monoteismo. Poi il detto popolare italiano: "se ti dico di buttarti nel pozzo, tu lo fai?" Persino nella Bibbia lo sterminio dell'umanità è opera di Dio (inteso opera "correttamente") e non un suicidio di massa - come sembra oggi - su ordine divino. Che poi un essere il quale solo obbedisce e prega e sacrifica si possa davvero definire "razionale"...Indubbiamente un essere che adora emettendo parola. Ma sembrerebbe che "ragione" si possa appunto definire come 'capacità di distinguere ed analizzare', anche 'cavillare' (la più consequenziale traduzione di "causer", usato in mala parte): diversamente taluni potrebbero ritenere che non serva a nulla. Alcuni addirittura se, invece di considerare determinati rapporti culturalmente necessari nell'analisi compiuta "oggettivamente", volessero escludere per tesi dal testo i passi in cui l'uomo a Dio risponde parlando, dunque intendendo e elaborando in ritorno, potrebbero avanzare, per sciogliere le difficoltà sorgenti da una ragione non discriminante ed attiva, bensì recettiva e reattiva, l'ipotesi di un essere umano che non fosse razionale prima del peccato.

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