mercoledì 15 gennaio 2020

L'umanesimo marxiano...

...acceca il trevirese quando si tratta di valutare il procedere effettivo di taluni fenomeni. Nei Lineamenti fondamentali di critica dell'economia politica scrive ad 804, 13 - 6 (edizione italiana): “con la pura distinzione concettuale tra valore e ricchezza Ricardo non risolve il problema. La ricchezza borghese e il fine di ogni produzione borghese è il valore di scambio [Errato. Il valore di scambio è il fine reale del borghese solo perché è l’unico realizzabile, ossia poiché è impossibile al singolo raggiungere il suo vero obiettivo, obbligato a rimanere ideale, ovvero la proprietà di ogni bene: unicamente per ciò, ossia perché è costretto a scambiare, il suo obiettivo diviene il valore di scambio, e di conseguenza mira ad accrescerne la quantità “generale” e la quota che controlla individualmente, ma che punta a trasformare in ricchezza o, con altre parole, beni nella sua esclusiva disponibilità d’uso. Marx dunque qui si sbaglia], non il godimento”〕[Che invece è proprio l’obiettivo illimitato (ideale) e limitato (reale) del singolo. Il dominus romano aveva arbitrio assoluto sullo schiavo, ma “arbitrio” non va inteso in senso hegeliano, poiché era ius plenum in re - Hausvermögen, vedi (152) 155, e vedi su elideismo.com "Ma la società..." -].

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