martedì 7 gennaio 2020

Tentiamo d'esser brevi.

Nell'intento di chi la espone, la grammatica normativa è pensare prima di scrivere (ed in linea teorica, meditare prima di articolare la voce). Le "eccezioni", oltre ad essere un ossequio alla tradizione ossia ai grandi del passato (anche in senso elideistico, ossia coloro che in un periodo precedente furono tenuti per grandi, ma nel presente non più, eppure l'epoca non riesce ad "espellere" poiché radicati nella tradizione), sono altrettanti sentieri lasciati aperti lungo la via principale della regola per sfuggire in modo ammesso all'irrigidimento classicheggiante guardando indietro, e perciò riuscendo ad evitare gli aspetti meno dignitosi del presente. Il caso trissiniano nel giudizio del contemporanei ci dice che l'opinione non ammette però tutto il passato, anche il pubblicamente definito "migliore", come venerando.

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