sabato 22 febbraio 2020

La politica della guerra II.

Alle motivazioni portate per spiegare l'intervento franco - britannico nella Prima Guerra Mondiale (specie del paese con capitale Londra) si potrebbe aggiungere che ritenere insensato quell'intervento priverebbe di spiegazione anche la guerra di Crimea, attraverso la quale i due stati volevano tutelare i loro investimenti nell'Impero Ottomano. Banchieri francesi offrirono ad Alessandro III Zar di tutte le Russie a buone condizioni un prestito (1888); visita della squadra francese a Cronstadt il 22 luglio 1891; alleanza franco - russa siglata nel 1892; altri prestiti finanziarî francesi. Livre jaune français: l'alliance franco-russe, Parigi 1920; Die Grosse Politik der europäischen Kabinette, VI e VII; E. Daudet, Historie diplomatique de l'alliance franco-russe, Parigi 1896; J. Hansen, L'ambassade à Paris de M. de Mohrenheim, Parigi 1907; Goriainoff, The End of the Alliance of the Emperors, in American Historical Review, gennaio 1918, pp. 324 - 29.

Se originalità...

...è astrarre un dio dall'enoteismo e farlo effettivamente (? "Io sono il Signore tuo dio, non avrai altro dio all'infuori di me") unico, allora sì, una certa religione è davvero "originale".

venerdì 21 febbraio 2020

Mero e non misto...

...arbitrio in una traduzione contemporanea. Italiano: "...seguirà un concerto di musica elettronica di - omissis -"; inglese: "concert" [niente "seguirà" introduttivo] of electronic music (by Berlin - based media artist) [ampliamento retorico paradossalmente riservato ad una lingua propagandata come "essenziale" ed "aliena da orpelli"] - omissis -". Ora: non vi è alcun motivo necessario per una simile diversità di esecuzione. "Seguirà un concerto di musica elettronica dell'artista dei nuovi mezzi di comunicazione operante (basato, addirittura) a Berlino - omissis -"; "will follow a concert of the electronic music artist - omissis -".

giovedì 20 febbraio 2020

Il prete di...

...qualunque religione è medico (sarebbe teoricamente più adatto "sacerdote"; ma nella fenomenologia odierna del sacerdote europeo come inteso qui appena prima in particolare il termine "prete" è fisicamente adatto, a tutto sfavore di una interpretazione "spirituale"): tale è o nella sua genuina convinzione o nel modo in cui doverosamente ha da presentarsi. Medicus animae, benché con non più di due farmaci ad amplissimo spettro supposto nella sua borsa.

mercoledì 19 febbraio 2020

«...l’expansion coloniale...

...envisagée comme moyen de diminuer le mécontentement des masses» n’a pas été la méthode seulement de la colonisation européenne plus recente, mais dejà de la ellenique et romaine.

martedì 18 febbraio 2020

Squarcio da "Rosa":

"...di una dolcezza inflessibile;"

Prima di tutto,

idealmente il sistema economico - culturale (così, perché la cultura non può più essere frutto, né approdare all'otium latino, posto che sarebbe ancora necessario, per uno svolgimento del genere, che il civis godesse proprietà sufficiente; ma in presenza di una alta concentrazione di essa in poche mani, che si accentua, ciò è impossibile) capitalista prescrive che la persona (il singolo deindividualizzato), più che in organizzazioni precedenti, nelle quali la "massa" ne era programmati- e giuridicamente esclusa, punti a far soldi, e poi al resto (ciò fu anche manualisticamente ammesso da storie della rivoluzione industriale usate nelle scuole internazionalmente). Questo come premessa: da ciò discende che tutto quello il quale riduce i "profitti netti" dell'individuo (ché tale persiste ad essere nella realtà) dev'essere limitato, se inessenziale alla propria esistenza particolare, il più possibile; la maggioranza delle persone, eliminato il superfluo, rimane comunque con spese, alcune fatte necessarie, riducenti i "profitti netti" del suo lavoro a quanto basta per sopravvivere o poco più (per esempio, a presentare un aspetto esteriore socialmente accettabile). La cerimonia di matrimonio è una spesa; una casa più grande è una spesa diversamente fissa nella sua composizione; così il vestiario, così uno o più figli coll'istruzione obbligatoria, se ci si vuole limitare e togliere loro quasi ogni speranza di un lavoro degno. Perciò: la denatalità che si diffonde nei paesi definiti Occidente non è frutto avvelenato della "pigrizia bruta operaia", ma conseguenza del naturale istinto a cercare di mantenersi acrobaticamente almeno un minimo al di sopra della mera sussistenza, posta pure l'instabilità del "mercato del lavoro", ossia l'incertezza costantemente incombente della perdita del lavoro e della stabilità autenticamente economica. Nelle epoche precedenti, fatta la tara ai precetti religiosi che supportavano l'istinto sessuale, alcuni motivi causavano l'alta generazione: 1) "Malthussianamente", l'altrettanto - quasi - alta mortalità generale ed infantile (in quantità marginale dovuta ad esposizione), innescante nuove nascite per reazione psicologica e non solo: e comunque una, diciamo così, "garantita" sostenibilità agricola futura di una crescita moderata della popolazione in ragione di una serie di concause; 2) la decisione incontrastabile dei genitori o dei patriarchi per interesse di stirpe; 3) la "caccia" alla più o meno magra dote della moglie da parte degli aspiranti mariti, che più che altro volevano se non sostenersi, meglio ergersi tramite quella; 4) la totale assenza di contraccettivi, posta qui in quanto si presuppongono nozze legittime, ma che non tolgono il possibile uso della frase, rivolta ai figli: "Sei stato un incidente"; 5) l'alta intensità di braccia (sineddoche indicativa assai da utilizzarsi) necessaria per ottenere una quantità di prodotto edibile - direttamente od indirettamente conseguito - bastante al sostentamento da un fondo rustico od urbano (ancora ottanta anni fa bambini men che decenni in paesi già ritenuti abbastanza avanzati, con il solo parziale pretesto della guerra in corso che s'era portata lontano il padre, venivano posti nei campi ad assistere la madre di famiglia nei varii lavori indispensabili anche "solo" alla preparazione del terreno per la semina e dunque per il futuro raccolto). Il calo della mortalità fra adulti e bambini; l'introduzione progressiva di contraccettivi che rese meno "fatale" la gravidanza; l'iniziale aumento della produttività agricola non seguìta da un paragonabile aumento dei prezzi (anche perché probabilmente tale crescita agli esordi, grazie al miglioramento dei mezzi di conservazione dei cibi a breve ma soprattutto a medio e lungo termine, venne indirizzata dalle famiglie al "malvagio" - capitalisticamente - autoconsumo); il rafforzarsi della salute ed il prolungamento della vita, che rendevano meno urgente nel maschio: a) il riprodursi; b) anche in ragione della accresciuta qualità di vita dello zitello, la predazione del "prezzo" della moglie, quella del matrimonio stesso) contribuirono ad abbassare la natalità, poiché essa cominciava ad avvicinarsi ad un fenomeno determinabile da una scelta. Una volta che l'umano può scegliere se avere figli, e non è costretto da una serie di spinte ad averli, sebbene ciò significhi stentare a sopravvivere: a) è difficile convincerlo che è ancora obbligato a far figli, più che volerli; b) entra in campo la considerazione veramente economica, cioè quella che riguarda la sostenibilità da parte del bilancio familiare della spesa implicata in un figlio, e, dovendo scegliere, in una situazione di debolezza e precarietà di entrate monetarie insostituibili con altro nella casa, se estendere il rischio già tendente al rialzo di morire di fame tu e tua moglie / marito, tua e del tuo compagno / compagna, anche al figlio / figli, una questione di buon senso fa propendere, secondo una logica anche capitalista (vedi l'inizio), per la seconda opzione. E' conseguentemente un atteggiamento assai ipocrita lamentarsi perché l'aspirante lavoratore (essendo ormai obliterata la dignità di cittadino, che sarebbe indipendente dallo stato del produttore / pagatore di tasse) vuole prima produrre reddito sufficiente - risultato sempre più difficilmente ottenibile, sempre secondo un principio capitalista - al proprio mangiare etc., e solo poi, unicamente poi, badare a mettere al mondo un discendente che non si sa quando, addirittura se, sarà in grado di intascare ciò che gli consentisse di vestirsi, risiedere tra quattro mura, mangiare bere e dormire quanto basta senza far soffrire anche altri. E' il capitalismo bellezza, accettalo tutto.

lunedì 17 febbraio 2020

Tuttavia...

...una volta nati, la vita non è garantita fino ad un'età minima. Ad spiritum servandum, cura necessaria est.

sabato 15 febbraio 2020

C'è comunque una differenza...

...tra la necessità che un uomo ha che gli sia consentito di vivere dignitosamente e quella di essere ricco. In teoria la seconda non è una necessità, mentre potrebbe sensatamente esser tenuta tale la seconda, almeno se è cittadino del paese.

venerdì 14 febbraio 2020

Basta salari... II.

Infatti, quando Ricardo lascia scritto in On the principles etc. 1821, pagina 138, righe 19 - 22: "On the other | hand, every diminution in the wages of labour | raises profits, but produces no effect on the price | of commodities", bisognerebbe scrivere: "if produces no effect on the price of commodities". Ipoteticamente, è possibile: 1) non modificare il prezzo e trasformare tutta la diminuzione dei costi "senza truffa"; 2) diminuire il prezzo della merce meno del calo dei costi di lavoro, ed incamerare la maggior parte della diminuzione dei costi in forma di profitto; 3) (ma avrebbe senso solo in un accordo di cartello, cioè con una "truffa" in senso marxiano) aumentare il prezzo della merce ed appropriarsi di un profitto superiore alla caduta dei costi di lavoro. Ipoteticamente perciò un "capitalista socialmente responsabile" non è obbligato ad incamerare la caduta dei costi totalmente, come non è obbligato a mantenere il proprio profitto al di sopra di una percentuale fissa o quantomeno al livello di essa.

giovedì 13 febbraio 2020

Noi siamo...

...come afferma qualcuno (solo uno tra i miliardi di umani che esprimono idee - infatti in genere si tratta di poche parole, paradossalmente rispetto al supposto contenuto seguente - simili) "esseri spirituali"? L'Elide non nega la spiritualità dell'uomo: né quella effettiva, cioè il suo inspirare ed espirare; né quella traslata; solo indica che la condizione allo stato attuale delle conoscenze imprescindibile della "attività spirituale" - pensare, ragionare - è l'involucro materiale complesso il quale supporta l'attività chimico - elettrica del cervello attraverso il nutrimento, nonché gli arti e / o l'emissione di aria sia sotto forma di fiato semplice sia di flatus vocis che consentono all'uomo di trasformare materia in strumenti / supporti all'espressione del suddetto pensiero. La trasmissione della cultura attraverso libri, statue, dipinti etc. oltre le generazioni che le hanno prodotte instaura già un "rapporto" a distanza ed in absentia tra vivi e morti, tra gli autori morti ed il respirante "lettore forte" - per cui vedi altri interventi su questo sito onde distinguerlo dall'acquirente forte di "prodotti" - oggi perlopiù merci - culturali. In altre parole il lettore od anche più ampiamente l'esteta vive già una "virtualità" (intesa in senso moderno) di rapporto. Ma d'altronde ogni pettegolezzo e non solo è "conoscenza" "virtuale" di un terzo, e dunque la virtualità ha preso per così dire corpo non appena si è formata quella che i più chiamano società.

mercoledì 12 febbraio 2020

Basta salari...

...da fame, dice quello. Sarebbe sensato, perché danneggiano l'economia intesa in senso generale, e pure l'egoistico profitto del capitalista volgarmente definito. Ma proprio quell'egoismo, oltre i veri o finti scrupoli di Adam Smith, per i quali basta legger alcune pagine iniziali della sua Theory of moral sentiments, è la base del capitalismo moderno che lavora a distruggere le tutele erette per i dipendenti dopo la Seconda Guerra Mondiale. Più o meno: "ogni aumento del salario è una diminuzione del profitto; ergo ogni diminuzione del salario è un aumento del profitto". Incentivare convivenze e matrimoni non a scopo riproduttivo, ma perché i dipendenti, vivendo in gruppo e tagliando le spese, riducano i costi per la sopravvivenza e permettano eventualmente un taglio degli stipendi unitari.

martedì 11 febbraio 2020

Tu non...

...vuoi lei, ma non te ne vai; lei non vuole te ma non si scerpa da lì, imminente nel suo solo permanere. Potrebbe lei farsi smembrare da te, mentre ti riduce in minuti pezzi, e la giustizia degli "amanti" così soddisferebbe entrambi: se quella offerta agli accidentali spettatori non paresse piuttosto una comica lacrimevole, dove è alla gogna in piazza il cosiddetto Onnipossente, od un suo sosia che il vero ha ben calcato sotto una grandine di legnate vigorosissime, e non giacesse al suolo, uva schiantata da una violenta precoce vendemmia.

lunedì 10 febbraio 2020

"Il buon marito...

...è quello che ha una buona moglie, quello che ha saputo, se tuttavia necessario, impartirle l'educazione radicata nell'obbedirgli senza discutere", avrebbe detto qualcuno un tempo; ma tal precetto o maneggiato come tale vale per alcuni, ahinoi, ancor oggi nel cosiddetto evoluto "Occidente", e non solo applicato ai familiari.

La perfezione...

...della ragione si può supporre non consista invero nel [noi] conoscere la sua insufficienza a farci felici. Essa infatti è probabile sia semplicemente inadeguata a conoscere il mondo nelle sue vere parti più minute e nel funzionamento di esse al punto da eliminare, annicchilire il dissenso tra gli esseri umani e contemporaneamente a renderli eternamente giovani ed immortali senza trascinare nel nulla ciò che li circonda e sopprimere il procedere delle generazioni nonché la sete di conoscenza. Su Leopardi, Giacomo.

sabato 8 febbraio 2020

Ci sono alcuni dati "certi"...

...in tutto il complesso teorico della forma marxiana - e non marxista: v'è una distinzione si potrebbe dire molto "hegeliana" e perciò irritante per lo stesso attuale utilizzatore, ma più stabile in questo uso separato degli aggettivi per l'Elide - del socialismo scientifico, la cui opera principale, Il Capitale, è andata alle stampe perlopiù postuma: 1) Esso è principalmente una teoria. Marx non è mai stato il capo - né dal punto di vista ideale avrebbe dovuto aspirare ad esserlo - di uno Stato socialista, posto che lo Stato è la principale apparenza sovrastrutturale della struttura economica, la manifestazione più compiuta dell'oppressione gerarchica esercitata da un uomo su altri uomini; 2) il metodo dialettico di Marx discende comunque da Hegel, e si vede; 3) quella marxiana, oltre ad essere una filosofia circa la prassi, è una filosofia per la prassi: la dichiarazione posta ne Il Capitale secondo cui Marx non tratta nell'opera del singolo capitalista, ma del Capitale, è una dichiarazione sul metodo analitico ma comunque generalizzante a fini esplicativi, "didattici", che egli utilizza, non una rinuncia ad applicarne i risultati in effetto; 4) il principale obiettivo teorico - pratico della riflessione marxiana è l'abolizione del ruolo regolativo del valore di scambio nei rapporti umani, sebbene disperi della sua realizzabilità; 5) gli interpreti di Marx - il filosofo tedesco ed ottocentesco nato a Treviri - non sono Marx: Engels non è Marx, anche se si tende a sovrapporre i due, sicché non si capisce dove finisca Marx e dove cominci Engels nella consuetudine maggioritaria. Soprattutto, rovesciando il rapporto, non si comprende - né interessa che sia compreso trattandone - dove finisca Engels e dove cominci Marx; Lenin non è Marx; Stalin non è Marx; Mao non è Marx; Gramsci non è Marx, e non era neanche un filosofo laureato, il che non lo depone affatto dalla sua grandezza (qualcuno, è poco, ha dichiarato più o meno che Nietzsche non capiva molto di filosofia perché la sua laurea non era in quella materia: Angelo Ambrogini detto Poliziano non era laureato in lingua greca né in "filosofia aristotelica", ma di greco antico e di Aristotele per impegno suo sapeva più di alcuni dotti bizantini suoi contemporanei madrelingua greci che lavoravano in Italia); 6) nessuna forma del "socialismo reale" è mai corrisposta, né corrisponde oggi, a quella che avrebbe dovuto essere la sua forma in Marx: tutte si sono fermate alla formale "dittatura del proletariato".

Tradizionalismo...

...non è solo pretendere che il mondo rimanga "com'è"; ma supporre che sia sempre stato com'è.

venerdì 7 febbraio 2020

La ripetizione...

...(in un senso tecnico) di alcuni passi nel testo di un lettore - scrittore - lettore etc. che li cita / commenta è un accadimento consueto dovuto al fatto che hanno particolarmente attirato la sua attenzione, è fatto automaticamente involontario (cioè, anche se può sembrare l'opposto): metodologicamente errato, è più che probabile, ma che sembrerebbe impossibile evitare (dai ricorsi / ricordi nel testo marxiano, di Ricardo).

giovedì 6 febbraio 2020

Imitazione (e dunque mescidanza).

"La meglio vigoria elargita alla sabbia ed al sale, alle pietraie fesse dal gelo dei monti ed alla rapinosa dei fiumi corrente (aspettare sulla riva il cadavere dell'amico)".

mercoledì 5 febbraio 2020

A parte rari...

...casi in cui non esiste, il bisogno di ammirazione (che la maggioranza definisce: "di accettazione", "di essere accettati") è comunque, in presenza, non indiscriminato. Una delle circonlocuzioni possibili per esprimere il concetto di amicizia potrebbe essere: "manifestarsi costante dell'evento di ammirazione reciproca in un frequentarsi senza interesse economico".

martedì 4 febbraio 2020

Il "socialismo" ricardiano...

...leggendo On the principles of political economy... 1821, pagina 324, 6 - 14 sembra trarre una conclusione semplice: a pari quantità di prodotto disponibile, se un individuo accresce l'ammontare a sua disposizione tutti gli altri ne avranno meno. Ma, si può dedurre da una interpretazione "di sinistra" di altri passi, arricchendo (anche non nelle medesime proporzioni) tutti, la nazione sarà più ricca in atto ed in potenza, nonché più politicamente pacifica (l'elideismo tende a considerare "vera" politica quella interna: una politica interna che riuscisse a garantire la "pace sociale", la "pubblica felicità" - Ludovico Antonio Muratori - in ogni Stato, teoricamente avrebbe come risultato la pace universale).

lunedì 3 febbraio 2020

"Grundlinien..." § 132...

...annotazione: "Il diritto dell'oggettività. - Questo diritto del giudizio nel bene è distinto dal diritto del giudizio (§ 117), rispetto all'azione in quanto tale; il diritto dell'oggettività ha, secondo questo, l'aspetto per cui, poiché l'azione è un mutamento che deve esistere in un mondo reale" [del resto, per essere reale, deve essere uno nel senso di particolare],"e quindi vuol essere riconosciuto in questo, essa deve essere conforme, in generale" - cioè 'a grandi linee' - "a ciò che ha valore in tale mondo. Chi vuole agire in questa realtà, si è [...] sottoposto alle sue leggi". Dunque l'oggettività del giudizio è tale in relazione ad un mondo particolare, ai valori riconosciuti in quel mondo; ma ogni cultura è un mondo, in relazione al quale si definisce il diritto del giudizio. Infatti ciascun sistema giuridico riconosce in rapporto ad una azione determinata un determinato giudizio, non necessariamente identico a quello che viene formulato in un altro, per cui non si dà un giudizio generale, quale valido in ogni parte del mondo, riconosciuto quale diritto o violazione senza eccezione.

sabato 1 febbraio 2020

"Società" è più o meno sempre...

...stato (oggi solo poco meno rispetto all'antichità tra noi più vulgata, unicamente in relazione a bisogni o capricci altrui) collocare un individuo, ossia porlo tra gli altri con termini identificabili il più brevemente (piuttosto che sinteticamente, avverbio che potrebbe essere un "mettere insieme" le sue qualificazioni: ma verrebbe in tal maniera corso il rischio fossero richieste tutte le qualificazioni possibili, e sarebbe ritenuto dai più troppo faticoso) possibile. E porlo sembra esattamente (però in determinazione negativa) "cosa puoi Fare - per - Altri", astraendo per principio da cosa vuoi Fare - per - Te, che dia più vantaggi ad alcuni tra i facitori del discorso di quanti ne dà a te. La "società dello scambio" - detta dei mezzi comunicativi - parrebbe una "società della massima privazione dei più". L'aumento eventuale esteriore è condizionato da un aumento: a) del giovamento "generale" (PIL, PNB, o la sigla più adatta alla vostra lingua); da un accresciuto da parte della minoranza di "più uguali" accantonamento di beni a loro uso esclusivo rispetto alla disponibilità "generale", come spiegato negli appunti inediti circa i "Lineamenti di critica dell'economia politica" marxiani. Nota che sorge a commento di Etica Eudemia III 1230b, 19 - 20.