sabato 1 febbraio 2020

"Società" è più o meno sempre...

...stato (oggi solo poco meno rispetto all'antichità tra noi più vulgata, unicamente in relazione a bisogni o capricci altrui) collocare un individuo, ossia porlo tra gli altri con termini identificabili il più brevemente (piuttosto che sinteticamente, avverbio che potrebbe essere un "mettere insieme" le sue qualificazioni: ma verrebbe in tal maniera corso il rischio fossero richieste tutte le qualificazioni possibili, e sarebbe ritenuto dai più troppo faticoso) possibile. E porlo sembra esattamente (però in determinazione negativa) "cosa puoi Fare - per - Altri", astraendo per principio da cosa vuoi Fare - per - Te, che dia più vantaggi ad alcuni tra i facitori del discorso di quanti ne dà a te. La "società dello scambio" - detta dei mezzi comunicativi - parrebbe una "società della massima privazione dei più". L'aumento eventuale esteriore è condizionato da un aumento: a) del giovamento "generale" (PIL, PNB, o la sigla più adatta alla vostra lingua); da un accresciuto da parte della minoranza di "più uguali" accantonamento di beni a loro uso esclusivo rispetto alla disponibilità "generale", come spiegato negli appunti inediti circa i "Lineamenti di critica dell'economia politica" marxiani. Nota che sorge a commento di Etica Eudemia III 1230b, 19 - 20.

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